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mercoledì 21 dicembre 2011

I vostri editoriali: il delirio di vivere

Il ricercatore Armando dal ricco mondo interiore è rimasto segnato dalla leggendaria RR, (Rivoluzionaria Randagia) e dal suo fantastico editoriale di domenica 18 dicembre.
E riprende dalla sua ultima frase:




Una follia=vivere
Queste poche parole ma dal grande significato mi turbano
Il mio ricordo va ad un libro scritto da Ernest Hemingway in cui si legge
"Dio dimmi come posso essere felice"
Dio rispose: "diventa pazzo!"
...e così finì in una bella domenica di sole del 2 luglio 1961
"Hemingway ucciso con un colpo di pistola"











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Se Dio mi assolve è sempre per insufficienza di prove.
                                                           (Alda Merini)

giovedì 15 dicembre 2011

I vostri commenti: Baita di tronchi RIVESTITA in titanio


Riccardo rifiuta una divisione manichea tra ordine e creatività, teutonici e latini, esecutori e
La visione di Riccardo
inventori. Crede in una sintesi e questo è il suo pensiero:
Buongiorno, mi permetto di condividere il mio pensiero. 
Credo che tutto possa essere semplicisticamente 
rapportato  alla visione binaria che alcuni 
hanno del mondo. Bianco o nero, bello o brutto, si o no e 
tutto ciò che può essere racchiuso all'interno di due poli. 

Sicuramente anche la cultura di appartenenza influenza il modo di pensare e quindi di fare; 
il popolo tedesco è da sempre visto come quello più "razionale", quello italiano come 
quello più "creativo". La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.  
Tuttavia, non sempre le situazioni vanno in questo modo in quanto esistono, di certo, delle 
varie sfumature di colori che risultano essere più vicine ad un polo piuttosto che all'altro. 
Logica e creatività possono essere viste come le due facce della stessa medaglia, che si 
integrano a vicenda a seconda dei contesti, degli obiettivi e delle conseguenze che si 
vogliono raggiungere. 
Propongo un'altra chiave di lettura: creatività all'interno del rigore della logica. 
Potrebbe sembrare assurdo, ma perché non immaginare delle regole imposte dalla 
razionalità e all'interno di queste spaziare con la fantasia più sfrenata?! 
alessandro.giuriani@gmail.com
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Vedi di non chiamare intelligenti solo quelli che la pensano come te.
(Ugo Ojetti - gallerista)


domenica 11 dicembre 2011

Commenti vostri

Come sempre ricevo, raccolgo e molto volentieri pubblico i vostri commenti agli argomenti postati.
La nuova stella
Da una settimana è nata una nuova stella, l'edonista Peter Parker che telegrafico commenta sul CalenVario 2012:
per il 2012 ho deciso che il MIO calendario sarà quello degli Zone Manager Citroen e mi prenoto per il mese di luglio.
Ah, buongustaio!
Ancora più folgorante era stato l'esordio del nostro edonista, che in risposta a Tappeto Rosso all'uscita commentava:
per la mia uscita dal supermercato desidero uno stuolo di ancelle che cospargano petali di fiori al mio passaggio.
D'annunziano e decadente. Lo adoro.


Anonima lettrice, sempre rarefatta ed eterea, commenta su Calenvario 2012:
per ragioni di cuore - dato che piaceva a mia madre- continuo a comprare FRATE INDOVINO benché non mi susciti il minimo interesse  e quindi sono d'accordo con te. Pascal diceva" Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce". Non è uno sfogo da Blog, è chiaro...
Hai ragione, e un altro punto per lo scellerato Frate Indovino: ha scomodato persino il grande Pascal.


Su Bellimbusta paga pubblico un commento tecnico ed interessantissimo, che purtroppo non è firmato e rimane così orfano:
Complimenti per l'affascinante analisi. Tuttavia la questione non e' come rendere le aziende piu' produttive grazie alla flessibilita' del tempo impiegato, ma come indurre l'elemento esogeno ( stato, ..........) riconosca un effetto contributivo premiale ed incentivante alle aziende virtuose. La gestione del tempo secondo processi e metodi e' fondamentale per raggiungere un obiettivo atteso, altrimenti sarebbe impossibile realizzare una programmazione. 
E infine un'anteprima di settimana prossima: preparatevi alla Baita Fai da te n. 2 con il contributo dell'alacre Sem Paton. Argomento sofisticato: aglio sui denti.


Non possedere qualcosa che si desidera è una parte essenziale della felicità
                                                        (Bertrand Russel-inviato da Francesco B)


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giovedì 1 dicembre 2011

I vostri commenti: Brutturisti a Venezia


Poetiche spirali di tubature a Porto Marghera, comune di Venezia




Commenti contrastanti al 2° Capitolo della Guida Brutturista di Venezia.

Però che bello. Sotto sotto un po' brutturisti ci sentiamo tutti.

Laura (benvenuta!) scrive inizialmente con piglio da turista classica:
Prima di tutto non illudiamoci di arrivarci in auto belli comodi,di trovare parcheggio e di zompare fuori dalla macchina balzando sul primo vaporetto!!! La macchina va lasciata rigorosamente alla stazione di  Mestre, poi da li' tutti i treni portano a Venezia! E'un tragitto di circa un quarto d'ora molto bello; il treno attraversa la laguna, praticamente c'e'acqua ovunque, ci sono conficcati pali di legno con il solito gabbiano di vedetta, un'esperienza da fare...

Finalmente si arriva,si rimane incantati dalla moltitudine di turisti e dalle miriadi di souvenir inutilissimi venduti ad ogni angolo....Pensate che il coinquilino di Francesco durante i suoi studi universitari,era un ragazzo che si guadagnava da vivere vendendo dei disegni di vedute di Venezia fotocopiati una miriade di volte e personalizzati con tratti di carboncino,matite colorate,acquerelli....
Le passeggiate più belle sono state quelle nei piccoli campi (cosi'sono chiamate le piazzette) sconosciuti, percorsi solo da Veneziani,molto bella anche la gita alla Giudecca!
Ma ecco uscire prepotente la Brutturista che c'è in lei, condita anche da una insospettata vena poetica:
poi da Mestre lo spettacolo della tangenziale che passa da Marghera e' di un grigio malinconico incredibile; solo lì passi con la tua macchina a pochi metri dalle finestre delle case, dove su questi balconcini ci sono tricicli impolverati di bambini ormai cresciuti, quintali di panni stesi ad asciugare,qualche persona stanca appollaiata a fumarsi una sigaretta!!! Pero'che voglia di ritornarci in questa città meravigliosa.

AndreaB ammonisce:
Ale son d'accordo con te, Ma ricorda...Venezia e' sempre Venezia...col sole e con la nebbia!!!!

L'impavido Sem Paton svela una sensibilità artistica che oso definire da avanguardia sovietica anni '30: 
Condivido la gioia di vedere i container come grandi quadri …in modo particolare sui camion o navi che li trasportano…rappresentano la nostra forza umana ..IL LAVORO e mezzi per lo scambio di merci tra popolazioni una volta lontane

Come sempre grazie dei vostri commenti e delle vostre idee, sono la vera ricchezza di questo blog.

Non abbiamo bisogno di altri mondi, abbiamo bisogno di specchi.
                                         Stanislaw Lem, scrittore di fantascienza


alessandro.giuriani@gmail.com

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lunedì 28 novembre 2011

Le nuove tombi-nations: Montenapoleone e Giappone

Osservatori di tombini manifestatevi! 
Basta andatura ingobbita e sguardo fisso per terra, è il momento di alzare la testa. 
Fuori dalle tane, banzai! Pubblicate fieri le vostre scoperte.


La dolce Mariagrazia tradisce incursioni modaiole in centro a Milano. Ma, vera eroina anti-borghese, anzichè sciogliersi di fronte a un tailleur, si è commossa di fronte ai tombini a bordo marciapiede.
Ecco il suo reportage:
Mi piace molto il panegirico dei tombini: sono utili e discreti. Valorizzandoli si potrebbe rendere piu allegra la citta' e farci stare piu' attenti alle strutture considerate di serie B. Comunque in Montenapoleone ci sono già dei tombini chiusi decorati e a colori firmati. Quando li ho visti mi sono piaciuti tantissimo.
Volete una foto? Eccola!


Achab (cioè il sottoscritto) si è sciroppato interi siti di ideogrammi nipponici, ma ne è valsa la pena. Scoperta sensazionale: i giapponesi fanno del tombino una vera e propria forma d'arte.
Ve ne mostro alcuni. 
E vi rivolgo una domanda che mi nasce spontanea: secondo voi i disciplinatissimi figli del Sol Levante ci passano sopra con le scarpe impolverate o li saltano come ranocchie?


            




L'arte del decorare consiste nel fare nelle case altrui quello che non si sognerebbe mai di fare nella propria.
Le Courbusier


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giovedì 24 novembre 2011

(i vostri commenti) Mosca numero 2

I vosti commenti sono la parte migliore dei post, amo riceverli e far conoscere le vostre Baite.
Grazie di mandarmene, sono preziosi.

A proposito della Mosca 2 (Campagna pubblicitaria del Comune di Milano) pubblicato il 15 novembre, Lettrice Anonima scrive:
ciao, parli di NEBBIA MENEGHINA...ma ti piace? ho avuto modo, in 6 anni a MILANO di provarla, ma non ne ho nostalgia , anche se il Parco Lambro ovattato era un po' romantico; 
anche se ne IL PICCOLO PRINCIPE la volpe dice che "l'essenziale è invisibile agli occhi" preferisco un cielo chiaro. Qui nella nebbia padana di questo tempo mi sembra quasi di soffocare...

Cara Lettrice Anonima, hai scritto benissimo, ho una venerazione per la nebbia! 
Motivi:

1) attutisce i contorni e rende gli oggetti senza confini, proprio come dovrebbero essere;
2) ci impone di rallentare;
3) impedendoci di osservare ciò che è esterno a noi, ci rende consapevoli del nostro io.
Infine,  complimenti per il coraggio che avevi a passeggiare per il Parco Lambro  con la nebbia! 
I vigili urbani ci entrano armati come Guerrieri dell'Apocalisse.

La Dolce Mariagrazia  ha un approccio analitico-scientifico e la sua Baita prende in esame diverse variabili prima di dare la risultante:
Molto bello il grattacielo che sale nella nebbia: dà l'idea di tecnologia e modernità, ma un poco mi pare che la nebbia limiti la percezione della sua altezza.
E' vero, siamo a Milano, ma se Pisapia voleva mandare un messaggio ai milanesi potrebbe andare visto che per noi la nebbia e' di casa.
Invece per il resto del mondo forse avrebbe potuto trovare una immagine con lo stesso grattacielo, ma in un cielo con qualche nuvola oppure con tante bandiere che sventolano felici.

Grazie ancora dei commenti: niente è più stimolante che ascoltare diversi punti di vista.

Infine vi do un'anticipazione golosa: il roccioso Sem Paton (habituè graditissimo del Blog) prossimamente apparirà con una Baita Fai da Te garantita al 100%.

alessandro.giuriani@gmail.com

Amo è la parola più pericolosa per il pesce e per l'uomo
                                                                          Groucho Marx

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lunedì 21 novembre 2011

I vostri commenti: frasi rinate sì o frasi rinate no?

Commenti contrastanti al post "L'apparecchio delle frasi rinate".



Voto sì:
Una lettrice della quale conosco l'amore per la riservatezza e che quindi non citerò, scrive:
Ho letto il testo su " conservare le voci", non tutto è da conservare, è chiaro, ma io ho la voce della mia dolce mamma perché ho registrato e su questo ti do ragione: riascoltarla fa piangere, ma fa bene. 
 "Baite nell'oceano " è stimolante e mi richiama un po' " Una barca nel bosco " di P.Mastrocola, che di certo conosci.

Cara lettrice riconosco la mia ignoranza pelosa, non conosco Una Barca nel Bosco e - ahimè - nemmeno il suo autore. Ora inizio a cercarli!

Voto no:
Sem Paton, più oppositore di un Black Block e più duro di un negoziatore israeliano, racconta:

In estate invitato da amici,ho partecipato ad un pranzo ,volendo tutti un ricordo dell’evento mi hanno chiesto di videoregistrare e fare foto dei momenti salienti della festa;cosa che ho fatto volentieri visto che si trattava di un incontro storico tra ottantenni che non si vedevano da oltre un ventennio.
Mi permetto di argomentare che l'apparecchio delle frasi rinate escludeva esplicitamente le videoregistrazioni (si era parlato di avidità mediatica), in quanto inibitrici di relazioni spontanee, proprio come la TV. In proposito si era detto di usare solo un semplice registratore, del quale presto ogni invitato si sarebbe dimenticato. 
Durante il pranzo ,io riprendevo, fotografavo ,chi <scavava>nei lontani ricordi degli anni passati.Durante una pausa tutti si sono spaventati di quanto registravo ,troppi particolari uscivano dai ricordi e seppure a distanza d’anni potevano danneggiare cose e persone.L’ambiente non era piu’ spontaneo,tutti non si sentivano piu’ liberi di viaggiare nel tempo dei ricordi.
Niente registrazioni,solo foto ,immagini di volti felici ,anche se segnati dall’età ,che rivedendole ci hanno fatto dire---LA VITA E’ BELLA!

Grazie a Sem Paton, alla lettrice riservata e a tutti i vostri commenti.
Sono graditissimi anche e soprattutto quando sono critici.

Achab
alessandro.giuriani@gmail.com

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mercoledì 16 novembre 2011

I vostri commenti: Sem Paton e le spine

Ahi ahi, Sem Paton mi tira le orecchie.
E mi tocca anche dargli ragione, essendo lui solido tecnico, mentre le mie baite sono precariamente galleggianti nell'oceano.
La spina non può esistere come oggetto colorato e allegro in una stanza di bimbo: l'ingenuo frugoletto infatti sarebbe tentato di giocarci, metterla in bocca, infilare le dita.
Pericolo, achtung!
Quindi niente prese a topolini, ranocchie o altre simpatiche bestiole.
Solo spine asettiche con colori e forme ispirati all'oggettistica sovietica anni 50.


Cari bambini, cominciate subito a imparare che è un mondo difficile...





sabato 12 novembre 2011

(quarta parte) i surreametri di Eidolon e uno mio

L'avevo promesso, ed eccoli qua!
Eidolon ci propone ancora altri parametri per prendere coscienza della nostra FIL (Felicita' Interna Lorda):
Quanto tempo rieci a trascorrere con i tuoi figli? (io aggiungo: che qualita' di tempo riesci a dedicare a loro?)
Quante parole scambi con i tuoi vicini di casa? (quelle scambiate tramite avvocato non valgono...)


Aggiungo un surreametro mio, dedicato alla maratona a cui partecipero' domani mattina:
Per quante ore potresti correre nella tua città'?
Domani spero meno di 4 (anche se la città non è la mia).

mercoledì 9 novembre 2011

(quarta e ultima parte): i vostri piani B e La Settimana Di Quello Che Sai Fare

Si chiude oggi la Settimana di Quello Che Sai Fare, dedicata ai vostri piani B.

Il riflessivo ravenna.felix (benvenuto!) scrive - e io sottoscrivo in pieno -
riguardo al piano B. da tanto tempo penso ad una casa in collina, con tanto di giardino e un pò d'orto per potere coltivarmi qualcosa per la sussistenza in caso di cessazione di contatti con la vita urbana.



Sem Paton chiude con la fine un noto racconto 
cercavo traccia dei magnifici racconti da parte del vecchietto che mi descriveva ogni particolare di quello che vedeva, ma quando mi dissero che era impossibile perché era cieco capii una legge fondamentale della vita…essere felici dentro e sereni nella mente, riempie di colori un quadro in bianco e nero

Eidolon spreme idee da un misterioso cappello giallo limone di sua invenzione.
Come un salame nascosto in cantina, estrae un link che richiama al suo futuro di ispiratrice di pensieri sociali:

Achab (cioè io)  chiudo questa Settimana di Quello Che Sai Fare indicandovi un sito che è una miniera di Piani B. Ci sono spunti impossibili, ma anche modelli per realizzare sogni  fattibili. Unico inconveniente: è in lingua inglese
http://oneideaaday.tumblr.com/ 

sabato 5 novembre 2011

(terza parte) La Settimana di Quello che Sai Fare: i vostri Dreamprogetti e piani B

Ognuno di voi comunica con le parole e con i progetti un modo differente di concepire vita, lavoro e questioni personali.
Ecco quanto è arrivato in questo giorno e mezzo.

Il ricercatore Armando propone un piano B per chi purtroppo è senza lavoro.
Ecco quanto sostiene: 
In questo momento sono molto agitato sentendo quello che è successo in liguria ed da poche ore a Genova
perchè non "inventiamo" una legge che dica di mandare a lavorare un po' di cassaintegrati o disoccupati...perchè dobbiamo pagare persone per stare a casa senza fare niente! sopratutto tanti giovani...
organizziamoci per fare argini nuovi, pulire i fiumi ed i ponti in maniera che i fiumi possano scorrere....pulire le strade ed i tombini pieni di foglie che bloccano lo scolo delle acque|
stiamo pagando persone che non lavorano e stanno solo a fumare e altro lungo le strade..
Lo so bene che tu non sei d'accordo su quanto dico....
E invece sono pienamente concorde e condivido le osservazioni. Una sola precauzione: tutto non si trasformi in lavori forzati per i più sfortunati senza un lavoro "retribuito".ma ti sembra giusto che dobbiamo pagare miliardi per riparare invece di prevenire  con molto meno denaro ...
devo gridare queste cose "a bassa voce"...per evitare che diano fuoco alla mia casa..ma vedrai che qualcuno si darà una mossa prima o poi...
se non sbaglio le grandi invenzioni sono state fatte dopo grandi periodi neri...ciao ciao.


La dolce Mariagrazia, più intimista, scrive:
Il mio piano B e' avere fiducia nei propri mezzi, negli altri e vivere sereni e lavorare sempre con impegno perche' la sberla imprevista ci trovi senza niente in arretrato.

Eidolon, oltre a lanciare tre fantastici surreametri (non perdeteveli nei prossimi post), ci dà un primo indizio concreto di dove vorrebbe portare suo think-tank, vera sfida di dreamprogetto.
Una profonda e ambiziosa critica alla teoria della decrescita: è il cuore del libro dell’economista francese Jaen-Paul Fitoussi “La nuova ecologia politica”
http://gianfrancofabi.blog.ilsole24ore.com/2009/06/lutopia-di-una-ecologia-politica.html

Queste sono vere baite nell'oceano, grazie di regalarcele.

giovedì 3 novembre 2011

La Settimana di Quello Che Sai Fare: i vostri piani B

Parte allegra e vispa su Baite nell'Oceano la Settimana di Quello che Sai Fare, dove chi vuole può raccontare il proprio piano B.
Oppure comunicare ciò che desidererebbe essere un suo progetto da realizzare. Immaginare una situazione è il primo entusiasmante passo per arrivarci.
Grazie a chi mi ha scritto, so che non è facile parlare in pubblico dei propri piani, spesso si riferiscono a sogni ancora grezzi di cui non si desidera raccontare.

Detto questo laciatemi parafrasare Topo Gigio.
Nespole! Che fioritura di piani B, quanti mondi ognuno di noi racchiude.

Il grande Sem Paton ingaggia inizialmente un duello intellettuale con la situazione di oggi e ci offre uno spunto interessante:
Gente! Da quanto tempo non possiamo dire che bella invenzione! solo APPLICAZIONI di cose esistenti!
Ma lui ha un vero piano B: produce in casa una birra deliziosa con acqua di montagna. E sta pensando ad una festa del birraio casalingo che coinvolga più micro-produttori come lui.
Per chi ne volesse, consiglio di chiedere la sua Pilsner V o la sua Boch, sono un nettare.

Eidolon ha mille talenti sui quali confessa di volere investire un po' del suo futuro: la scrittura (ghostwriter), la cucina (take away di prodotti biologici), la parola (fondare un think-tank).

Un'amica mi ricorda di avere già realizzato un suo progetto autentico, passando dal ruolo di manager a quello di educatrice del comportamento dei cani, iniziato come hobby ed ora attività in proprio.

Vi aspetto, piani B o dreamprogetti ( tradotto: sogni che si vorrebbe progettare veramente), l'indirizzo è sempre quello: alessandro.giuriani@gmail.com

lunedì 31 ottobre 2011

Dal commento di Sem Paton: il libretto della spesa antenato di Mastercard

Il nostalgico Sem Paton dall'enigmatico pseudonimo invia questo commento in memoria dei bei vecchi tempi.
Agrodolce il ricordo del libretto della spesa, chi sapeva della sua esistenza? Io no...

"da quanto scrivi penso che era meglio la nostra spesa al supermercato, anzi al negozietto di quartiere. Non esistevano codici a barre, su ogni scatola una piccola etichetta indicava il prezzo..
Che lavorone al supermercato: alla mattina molto presto, passando per le strade, si vedeva un operaio che in maniera meticolosa  pezzo per pezzo metteva le etichette..e all’apertura era quasi festa andare a fare la spesa;
Scusa Sem Paton, ti interrompo per un commento personale: senza codici a barre però non si poteva gestire lo stock, gli ordini erano fatti a spanne e non ricordo che la commessa attacca-etichette fosse poi così festosa...

i vecchietti (e non) si trovavano a chiacchierare ed erano contenti di vedersi per scambiare qualche parola.
Ora i carrelli super informatici dove metti la merce e arrivi alla cassa …devi solo pagare con una piccola tesserina che poi esisteva 60 anni orsono…si chiamava libretto della spesa e si pagava quando arrivava lo stipendio o la pensione….penso che si dovrebbe inventare il rumore di una mano….ovvero più serenità e tranquillità nella gente.


Incuriosito da Sem Paton, ho trovato un paio di foto di un antico libretto della spesa che tale Paolo Fumagalli aveva presso il Premiato Forno Moderno di Cantù.
Una Mastercard senza commissioni, forse con un po' più di fiducia nelle persone e un estratto conto meno ordinato.
Niente eguaglia il senso di "essere a posto"  come la scritta "Pagato" in rosso del panettiere.



Per ogni vostro commento ricordo il mio indirizzo e-mail: alessandro.giuriani@gmail.com.
(sempre che non vogliate scrivere direttamente sul blog qui sotto alla voce Commenti)

sabato 29 ottobre 2011

I vostri commenti: un'analogia con la cravatta anti-amatriciana

Il ricercatore Armando, noto per la sua tecnicità e pragmatismo, mi fa notare questa analogia vinilica con la cravatta double face:


..se posso aggiungere mi fai ricordare i dischi 45 giri di una volta..un lato bello con grande successo ,il retro una brutta canzone..ma il disco si vendeva in egual modo


Vero! Ma a mio avviso i due lati dovrebbero essere entrambi con fantasie valide. 
Mettiamoci nei panni di uno stilista. Immaginiamo di essere Versace.
Cosa escogiterà il suo genio cromatico per i due lati della cravatta? Proviamo:
Lato A: serpenti d'oro che si attorcigliano su un capitello verde ramarro;
Lato B: figure mitologiche blu elettrico con sfondo di colonne ioniche viola psichedelico.


Quale sarà il lato di successo e quale il lato brutto? Sono tutti e due equivalenti! Probabilmente entrambi orribili, ma si sa che di gusti non si deve mai discutere, soprattutto con Versace.


Tornando al tempo dei 45 giri in vinile, non tutti i lati B erano poi così brutti. 
Nel 1987 gli U2 uscirono con un lato A che fece epoca, soprattutto nel video. Era la incalzante Where the streets have no name.
Il suo lato B? Niente meno che Sweetest Thing, che ancora cantano nei loro concerti.
Eccole tutte e due:
LATO A: http://www.youtube.com/watch?v=GzZWSrr5wFI&ob=av3e
LATO B: http://www.youtube.com/watch?v=5WybiA263bw&ob=av2e


Certo che loro sono gli U2, mentre Versace, con tutto il rispetto...








giovedì 27 ottobre 2011

Ancora surreametri dalle vostre idee

La dolce Mariagrazia mi invia due idee di surreametri, la prima che rivela la sua indole metropolitana:

quanti cespuglietti d'erba hai visto spuntare faticosamente fra dei buchi sull'asfalto e hai pensato evviva ce l'ha fatta

La seconda che invece troppo spesso tutti dimentichiamo:

quante volte ti sei sentito troppo fortunato incrociando gli occhi sofferenti di un passante

Grazie mamma (Mariagrazia è lei...)