martedì 10 gennaio 2012

L'Emporio delle Parole n. 3: lo smisurato ego-reparto

Non mi dite che dentro all'Emporio delle Parole vi siete comportati da consumatore medio! Una veloce occhiata intorno, uno sguardo fuggente ai servizi in evidenza e poi ciao ciao.
Lo smisurato Ego-Reparto
Ma come? Siamo autori, siamo chiamati a comporre! Dobbiamo essere curiosi, vispi e dall'occhio attento. Il dialetto milanese ha coniato un'espressione fantastica in materia: fa balàa l'oeucc (traduzione: fai ballare l'occhio, ovvero presta attenzione a ciò che ti circonda).
All'Emporio il reparto servizi non finisce qui, fate due passi attraverso quell'arco e vi trovate nel secondo ambiente, quello dei servizi all'io smisurato di chi scrive. L'ego-reparto.



1) SERVIZIO PAESAGGISTI: quante volte nello scrivere vorremmo calarci in un luogo lontano che ci affascina, ma che non conosciamo. Pensiamo per esempio a Emilio Salgari, che ambientò in Malesia tutti i romanzi di Sandokan senza mai avere mosso un passo dal nord Italia. L'Emporio delle Parole propone il servizio paesaggisti: la possibilità di usufruire di esperti in luoghi particolari che possano creare la cornice per i nostri racconti.
Miyazaki il più grande paesaggista
Non è detto che tutti amiamo scrivere dei marciapiedi del nostro quartiere; i paesaggisti saranno destinati a chi desidera nutrire il proprio ego con dosi di Hemingway e ambientare avventure fegatose in un altro continente.
Analogamente, il servizio potrà essere esteso con esperti di fatti storici (ci sarà sempre chi vorrà scrivere una storia d'amore ambientata durante la Guerra delle due Rose). E, perchè no, esperti di personaggi (per chi vorrà parlare del caratteraccio di Enrico VIII o della dolcezza di Sissi).
Tesoromio Dos Santos
2) SERVIZIO PUBLISHING: non raccontiamocela, tutti ameremmo essere pubblicati. Oggi possiamo avere un ottimo surrogato on line, ma un libro è tutta un'altra cosa. Pensiamo alla copertina rigida, al nostro nome in alto e il titolo che campeggia nel mezzo. Anche in un angolo nascosto di una Feltrinelli, ma sarebbe il nostro libro. L'Emporio delle Parole, analogamente a quanto offrono già alcuni siti Internet, potrebbe pubblicare a prezzi ragionevoli ciò che scriviamo.
Non è un'ipotesi campata per aria, alcuni autori già lo fanno! Volete un esempio?
Andate su FAVOLE SU COMMISSIONE e troverete un'originale autrice che ha pubblicato il proprio libro, "Tesoromio Dos Santos, il gatto venuto dal Brasile". E lo vende on line a 13€.


Van Gogh...lui non aveva committenti
3) SERVIZIO COMMITTENTI: discorrendo con le persone che conosciamo, spesso ci imbattiamo in richieste di creare testi, racconti o articoli riguardo argomenti di loro interesse. Beh, non siamo tutti autori duri e puri come Naomi Klein o Kerouac. Io per esempio mi presto volentieri a composizione su commissione. E mi piacerebbe che l'Emporio delle Parole fungesse da marketplace di richieste e le raccogliesse.
Anche uno scrittore, per quanto a tempo perso, a volte deve guadagnarsi la michetta.


alessandro.giuriani@gmail.com
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Non fare una cosa stupida è come fare una cosa intelligente.
                                       (Dan Peterson, allenatore di basket)

sabato 7 gennaio 2012

Emporio delle Parole n. 2: il reparto servizi

L'Emporio delle Parole è costituito da una raccolta di oggetti in vendita, va benissimo.
Non fare quella faccia, vieni all'Emporio delle Parole!           
Dai blocchi per appunti ai dizionari, abbiamo raccolto un po' di idee embrionali che si trovano nel post precedente.
Ma la noi desideriamo che l'Emporio delle Parole diventi un punto di incontro, un luogo di ritrovo e di riferimento per chi scrive. La nostra ambizione è che i clienti tornino spesso non per comprare, ma per ricevere nutrimento di idee alla loro attività di scrivere.
Dobbiamo in altre parole essere capaci di fornire un Reparto Servizi con i controfiocchi.
Cosa potremmo offrire allora? Propongo qualche idea e mi piacerebbe conoscere le vostre integrazioni o miglioramenti.
Lettori critici?
1) SERVIZIO LETTORI CRITICI: le grandi case editrici hanno la figura dell'Editor, che lima e modifica il testo dell'autore per renderlo più leggibile. Sembra incredibile, ma anche geni come Murakami, Baricco o la Rowland hanno i loro Editor. 
L'idea del Servizio Lettori Critici è che all'Emporio delle Parole sia possibile sottoporre il proprio testo al vaglio di un gruppo di lettori che potranno interagire con l'autore. Una sorta di Editor condiviso, utile per capire la direzione che prendono i nostri scritti.
Due regole saranno inderogabili nel Servizio Lettori Critici:
a) i Lettori non sono un gruppo di eruditi occhialuti fuori dal mondo, ma fanno parte della società e svolgono lavori normali;
a) i Lettori non emettono mai una recensione, ma pongono domande aperte all'autore sul suo testo. Solo così l'autore può comprendere che direzione ha preso il proprio lavoro.


2) SERVIZIO CREAZIONE MICROCOSMI: spesso quando scriviamo dobbiamo essere concentrati e ognuno di noi si crea il proprio universo protetto. A volte irritando profondamente chi sta vicino: l'immaginazione comune è quella dell'autore solitario al lume di candela nella casa dentro alla foresta.
Microcosmo
L'idea di un Servizio Creazione Microcosmi è che presso l'Emporio delle Parole si trovino i mezzi per creare un proprio ambiente di scrittura, adatto al luogo in cui si vive ed ai propri mezzi.
Proporremo un servizio di luci su scrivanie, che illuminino il foglio e lascino buio lo spazio circostante. Un assortimento di piante verdi che ci aiutino a creare un'oasi per la nostra mente. Consigli sulla musica che crei un atmosfera di flusso mentale (per chi ama comporre con un sottofondo, personalmente preferisco il silenzio). Creazioni cromatiche studiate per estraniarsi dal frastuono del mondo circostante. 


3) AGENZIA LUOGHI ISPIRAZIONALI
E l'uomo creò la scrittura
Quali sono i luoghi che assecondano il flusso della nostra creatività? Sono i più diversi. Addirittura il primo Harry Potter fu scritto in un pub di Edimburgo, il famoso Elephant House (ringrazio May di Social Long Tail per avermelo insegnato).
L'idea dell'agenzia ispirazionale è di scambiare tra i clienti dell'Emporio delle Parole queste località. Intendiamoci, non parliamo di posti esotici a picco sul Mar dei Sargassi o chalet svizzeri in cima allo Jungfrau. No, l'Agenzia dell'Emporio delle Parole si occupa di luoghi raggiungibili, pratici che altri clienti suggeriscono. Basta una spiaggia senza troppo rumore, un appartamento in affitto su un lago, un locale tranquillo a 30km dalla città. Scommetto che sono molto più utili di posti da sogno irrealizzabile.


L'Emporio delle Parole non finisce, voi avete altri servizi da proporre? Nei prossimi post altre nuove idee.


alessandro.giuriani@gmail.com
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Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comperano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti" rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino.."

[cit. "Il Piccolo Principe" Antonie de Saint-Exupéry]

mercoledì 4 gennaio 2012

L'emporio delle Parole

Scrittura amatissima
Fenomeno recente: si sta ampliando in modo impressionante il numero di persone si dedicano allo scrivere.
Fenomeno ricorrente: il mondo del commercio non si sta accorgendo dell'ennesima nuova tendenza e preferisce lamentarsi che tutto vada male.
Fenomeno triste: non è detto che l'aumento di persone che scrivono corrisponda ad un incremento di altrettanti lettori, per cui molti scritti resteranno senza adeguato apprezzamento.
Fenomeno visionario: Baite nell'Oceano lancia il progetto dell'Emporio delle Parole, il primo negozio dedicato solo a chi scrive. Da una riga su Facebook ad un romanzo redatto a penna nel cassetto Per ora è una bottega solo virtuale, un giorno chissà.
Cosa offrire a questa variegata clientela?
Anima
Innanzitutto l'anima. Niente scaffali in metallo, nessun pavimento in linoleum, zero carta da parati. L'anima è natura, quindi ci vuole legno riciclato, parquet vecchio e poltrone usate in colori caldi.
Poi possiamo pensare all'assortimento: la composizione avviene nei momenti più impensati e chi scrive deve sempre essere pronto a fissare le idee nei momenti in cui lampeggiano nella mente. All'entrata proporremo una serie di blocchi per appunti di ogni dimensione: a quadretti per gli ordinati, a righe per i tradizionalisti, bianchi per gli spiriti liberi, colorati per i pazzi.
Non sono geroglifici!
Ma non dobbiamo dimenticare la proprietà di linguaggio, così in declino eppure così importante: è il primo segno di rispetto verso chi (speriamo) ci leggerà.
Così nello scaffale successivo verranno sistemati i dizionari compresi quelli dei sinonimi, una grammatica italiana e un manuale sulla punteggiatura. Eh sì. L'abito non fa il monaco, una rondine non fa primavera e tante virgole non fanno un buon pezzo. Esistono i punti fermi, i due punti e persino il rarissimo punto e virgola. Saperli usare è come per un cuoco conoscere le spezie: non vanno messe alla rinfusa, ma mescolate con uno scopo.
Dimentico qualcosa? Ma certo, i libri! 
Coraggio suggerisci i tuoi libri
L'Emporio delle Parole non è una libreria, ma un luogo di scambio. Chi scrive legge e chi legge scambia. E allora non potrà mancare uno scaffale di buoni libri, un primo nucleo ispiratore (i primi che mi vengono in mente: The Reader di Schlinck, Murakami e poi Wu Ming, un manuale di scrittura creativa e una raccolta di poesie di Alda Merini). Unica regola: chi ne utilizza uno è obbligato a consigliarne uno a sua volta. Tutti i suggerimenti sono messi a disposizione dei clienti, scritti su una lavagna di ardesia fissata nel legno. Niente schede da biblioteca, per carità, fanno sbadigliare solo a vederle.
I nostri clienti invece avranno bisogno di stimoli e creatività.
A proposito, avete mai posto l'attenzione su come scrivete le vostre lettere? Al tipo di caratteri che usate? Forse no, eppure ognuno ha una sua storia e conferisce un sapore diverso ai vostri scritti.
Il Times New Roman è usato dal 1931 e trae ispirazione dalle lettere latine, il gotico nasce nel nord Europa e ricalca nella scrittura i caratteri decisi delle cattedrali germaniche. Il corsivo più tondeggiante è tutto italiano e nasce nel 1400.
Non potrà mancare nell'Emporio delle Parole un opuscolo con i significati dei caratteri: saranno il tono con cui noi comunicheremo i nostri pensieri.
Cosa ne pensate? Avete un assortimento alternativo o complementare da proporre?


Nel prossimo post presenteremo il reparto servizi dell'Emporio.


alessandro.giuriani@gmail.com
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Io sono convinta che la scrittura non serva per farsi vedere, ma per vedere.
                                                                                     (Susanna Tamaro)











lunedì 2 gennaio 2012

I vostri editoriali: Cercasi Folli Saggiamente Pazzi

Tutti amiamo la dialettica
Forse non ve ne siete mai accorti, ma la storia è costellata da grandi dialettiche culturali. Marx e Hegel, Platone e Socrate, Raffaello e Michelangelo, Totò e Peppino.
Ebbene, una fertile discussione sta nascendo tra due commentatori tra i più assidui e originali di Baite nell'Oceano: i mitici Ricercatore Armando e Rivoluzionaria Randagia.
Vi ricordate del post su Hemingway con cui il polemista Armando celebrava la fine del grande scrittore?
Rivoluzionaria Randagia risponde oggi con un'immaginifica composizione.
Un consiglio: staccatevi da ciò che state facendo, le sue parole necessitano di attenzione e mente aperta. Forse anche qualche acido.
3..2..1...partita!


ll mio motivo ricorrente, follia di vivere, vivere come l'anima chiede...zampilla nuovamente, tormenta di vento, mare placido, azzurro terso, risacca di nuvole nere...
Non vi spaventate, questa era solo l'introduzione. Ora viene il bello.
La compassionevole fine di Hemingway era stata una fuga, le sue strade erano sbarrate, lavori in corso, deviazioni…Il viaggio interrotto! Le ginocchia piegate!
Non fu follia.
Tra le onde dell’oceano sbucano ricordi, spavaldi stuzzicano le baite, immerse nel loro pericoloso ondeggiare.
Cercasi Folli Saggiamente Pazzi
Risalivano i desideri folli, la corrente di torrenti spregiudicati, ascoltavano desideri bisbigliati e graffianti di un’anima in piena, traboccavano gli argini del comune galleggiare.
…alla ricerca , alla ricerca!
La caccia alle taglie era iniziata con un’inserzione.
Cercasi folli saggiamente pazzi.
Al colloquio, i candidati folli si presentarono col loro bel curriculum alla ribalta.
Di alcuni si annusava subito la farsa e venivano scartati, bollati,
orrendamente “a norma”.
Altri, invece, proponevano incredibili gesta fantastic-eroiche.
Alla prova finale, alla richiesta della scelta, la classica scena Matrixiana: pillola rossa o pillola blu…i meschini,sconvolti, nell’immobile attesa dell’incapace folle decisione di vivere davvero…blateravano assurdi alibi –responsabilità altrui,  tempi avversi e metodi da salvaguardare-iraconde penose e  banali…..STORIE!!!
Non uno era stato abbastanza … non uno il “vivere davvero” voleva.
La caccia è chiusa e solo una folle randagia marca il terreno, spezza gli stecchi. Narici attente sapranno stanarla.
Lo confesso: per una volta sono senza parole.

alessandro.giuriani@gmail.com
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Senza il condimento della follia non può esistere piacere alcuno.
                                                              (Erasmo da Rotterdam)


domenica 1 gennaio 2012

Baita Fai Da Te n. 3: dalla brace al detersivo


Come il lunedì è il giorno della luna, così martedì è il giorno di Marte. Venerdì è dedicato a Venere, ma alla domenica non si scappa! La intitoliamo da oggi all'autosufficiente Sem Paton.
Sem Paton ce l'ha!
Pensavamo forse a lui come ad una specie di solitario, villoso cow-boy che si costruisce rifugi contro ogni pericolo? Un ringhioso abitante dei boschi che si prepara ad un'epoca post-atomica? Un essere tutto tecnica e nessun fronzolo?
Equivoco! A sorpresa oggi scopriamo che è anche un amante dell'igiene, delle lenzuola profumate e della biancheria morbida. Se volessimo estremizzare, ci potremmo vedere anche una punta di femminilità. Forse che anche i duri hanno un cuore rosa shocking?
Eccovi la Baita fai da Te di oggi, sedetevi e rilassatevi.


La Baita ha il problema di riciclare carta e cassette di legno!
Dov'è Santa Fe? Lì in verde!
Sem Paton propone il Fai da Te della signora Luigia, classe 1880. (nata a   San Martín De Las Escobas, Santa Fe, Argentina).
(1) prendiamo tutta la carta che non usiamo,e la mettiamo a macerare in acqua.
Con pazienza, dopo alcune ore, utilizzando la carta macerata, facciamo delle grosse palle di circa 10 centimetri di diametro, premendo forte per eliminare l’acqua il più possibile.
Le palle di carta le mettiamo al sole per alcuni giorni e quando sono asciutte ..abbiamo a disposizione un ottimo …carburante per il caminetto o la stufa a legna..
La grande signora Luigia
Un fuoco “morbido” vi riscalderà.
(2) mentre le palle di carta,piene di energia, bruciano, mettiamo nel caminetto anche quelle scatole di legno o cassette ingombranti fastidiose da buttare…e alla sera tutta quella cenere sul fondo del caminetto si trasformerà con un po’ di pazienza in un potente sapone…sì avete capito bene !
La signora Luigia ci tramanda la ricetta della Lisciva!

La LISCIVA

La lisciva o liscivia è una soluzione liquida, ottenuta dalla semplice bollitura di cenere setacciata.
La lisciva è un detersivo naturale...tuttavia naturale non significa totalmente innocuo. E' comunque da considerarsi un detersivo a tutti gli effetti, poiché la reazione chimica che avviene tra la cenere e l'acqua attraverso la bollitura conferisce all'acqua, potenziandolo, il potere detergente, ma anche leggermente corrosivo che è naturalmente proprio della cenere...
Sem Paton felice dopo il suo bucato
Veniva usata da siore Gige  soprattutto per lavare e sbiancare i tessuti, ma anche per tutte le altre pulizie casalinghe e, estremamente diluita, anche per la pulizia di tutto il corpo, grazie al suo potere detergente, sgrassante e disinfettante e al delicato e piacevole odore che rilascia.


Ciò che serve:
CENERE e ACQUA in un rapporto 1: 5 (ovvero 1 bicchiere di cenere per 5 bicchieri d'acqua)

Come fare:
-       Setacciare la cenere.
-       Disporla in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso), rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l'acqua.
-       Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all'inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata.
-       Far bollire circa 2 ore. E' consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l'ambiente.
-       A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare.

-       Preparare un recipiente e qualche straccio di cotone pulito che non scolorisca.
-       Tendere sul recipiente lo straccio.
-       Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l'accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Se necessario ripetere questa operazione per ottenere una lisciva (ovvero la parte liquida) più filtrata e quindi più limpida
-        Si otterrà così un liquido abbastanza limpido, facile da conservare, per lunghi periodi, in recipienti di vetro o plastica.

alessandro.giuriani@gmail.com
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      Con quale desiderio entra nell'anno nuovo? Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere!
(Karl Kraus - giornalista di fine '800)

giovedì 29 dicembre 2011

Baita del riutilizzo n. 1: lunga vita ai pacchi

Senti qui che idee!
Onestamente: a Natale non siete strabiliati dalla quantità enorme di rifiuti inutili che si accumulano?
Ci sono i nastri variopinti che chiudono i pacchetti che ricoprono le scatole che contengono i regali.
Ci sono i visceri dei cestini gastronomici! Per sembrare più pieni hanno un doppio fondo di polistirolo (o paglia) che pare copiato dai trafficanti colombiani.
E poi scatole di panettoni, sacchetti per trasportare i regali, vecchie stelle comete.
Tutti nel cassonetto, e non sempre quello giusto.
Ragazzi, a volte è un rompicapo. Dove mettere il polistirolo? La paglia? I piatti di plastica usati? La carta metallizzata? Lo scotch?
Così, per non sapere nè leggere nè scrivere, finisce tutto nell'indifferenziato. Persino la civilissima Udine in questi giorni trabocca di immondizia come una discarica sub-sahariana.
La mattina di Natale è una brutta bestia: siamo assatanati, carichi di adrenalina da apertura doni. Buttiamo ogni cosa all'aria e poi tutto il mucchio nel primo cassonetto libero.
SI'!!!
E pensare che basterebbe così poco. Qualche dritta? Eccola.
NO!!!
1) il principio dell'imballaggio reversibile: l'idea è che ogni "impacchettamento" possa essere aperto senza che sia distrutto e quindi venga riciclato. Mi spiego: se incartiamo un libro come un origami giapponese e fissiamo il tutto con lo scotch, chi lo apre non potrà fare a meno di strappare tutto. Risultato: rifiuti.
Se invece usiamo per lo stesso libro un sacchetto di carta decorato e chiuso con un'etichetta "dolce", una volta aperto lo stesso sacchetto potrà tranquillamente essere riutilizzato il 25 dicembre dell'anno prossimo.
2) l'assioma del Nostro Nastro: tutti i pacchetti hanno un nastro. E vabbè. Ma è proprio necessario che sia annodato e stretto come le spire di un boa? Che ci voglia un machete per tranciarlo? E che poi i suoi miseri resti vengano buttati ai vermi?
Perchè invece non un fiocco leggero, un inserto di passamaneria d'argento, un fiore artificiale che si sciolgano con facilità?
E che, una volta aperto, diventino nostri come il regalo che racchiudono?
Riportaci l'imballaggio!
3) la nobile arte del vuoto a rendere: spesso non possiamo conservare e riutilizzare alcune carte da pacchi in quanto portano il logo del negozio d'acquisto. Perchè non incentivare con "saldi maggiorati" coloro i quali restituiscono questi imballaggi in buono stato? Esempio: un giubbotto saldato al 30% potrebbe essere venduto con il 35% di sconto al riciclatore virtuoso. Doppio risultato: un potenziale cliente ritornerà in negozio e vorrà approfittare di un'offerta guadagnata con il suo comportamento.
Il nirvana della scatola
4) la reincarnazione delle scatole: quelle di Natale sono fantastiche. Colorate, solide, accattivanti. Talmente variopinte che rischiate di trovarle subito anche nella vostra lugubre cantina. E allora fatele rinascere, riutilizzatele, date loro una nuova vita: possono servire come custodie per i fili delle luminarie dell'albero di Natale, per le palline o per le statuine del presepe. Addirittura potete donare loro il nirvana: usarle come giaciglio di lusso per il vostro salame più fragrante.
Cosa ne pensate? Avete vostre idee o commenti che vorreste pubblicare? Li aspetto!
Ma consentitemi l'ultimo terribile quiz: dove vanno riciclati i tappi di sughero?

alessandro.giuriani@citroen.com
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In Italia c'è molta pulizia perchè non buttiamo via la nostra immondizia, ma la trasformiamo in show televisivi.
(Woody Allen elaborato da Achab)

martedì 27 dicembre 2011

La prima cliente dell'Agenzia delle Fiabe

Chi viene voi adesso?
Come in ogni start-up che si rispetti il ramo Fiabe (appartenente alla holding Agenzia delle Passioni) accoglie il suo primo cliente.
Si tratta di Rivoluzionaria Randagia, che apre la porta tempestata di stelle e si presenta così:


Ho appena letto la grande notizia...sul ricercatore Armando....ne sono ammaliata!!!
QUANTO ho amato le fiabe ed i viaggi nelle fiabe,e i viaggi randagi... ed ora si apre un'agenzia delle passioni ...sembra fatta per me!!!  ringrazio il ricercatore Armando!
Naturalmente la richiesta deve essere formulata in modo adatto, e infatti eccola:
Il ricercatore Armando sognava di visitare quella diga...avrebbe
appoggiato il suo dito nello spazio in cui
la ragione
minacciava di travolgere il fantastico mondo delle fiabe,
dove,
a pieni polmoni la fantasia alimentava la leggenda.
Impossibile togliere quel dito oramai!

E lì nacque la sua straordinaria agenzia.
il cartello diceva così:
AGENZIA DELLE PASSIONI
Entrereste a prenotare un viaggio?

alessandro.giuriani@gmail.com
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La fantasia è più importante del sapere.
                                    (Albert Einstein)