venerdì 13 aprile 2012

Baita del running n. 9: I ruttini di Pasquetta e il sindaco anoressico


Mia colpa, mia gravissima colpa.
E’ il mantra recitato dai 1.100 runners della 14° edizione della Cormorana, gara tradizionale con partenza e arrivo al Parco del Cormor di Udine.
I pranzi consumati per la Pasqua del giorno prima fanno sentire ancora le loro conseguenze: gli sguardi colpevoli degli atleti e i ruttini appena nascosti la dicono lunga sull’atmosfera che pervade la zona di partenza. Bisogno di espiare.
I percorsi sono tre: 7km, 12Km e 21Km: si decide per quello intermedio per non affaticare troppo le gambe in vista della maratona di Rotterdam domenica prossima.
Le sorprese iniziano dopo il giro del parco da 1,6km: si inizia a costeggiare il torrente Cormor e per un paio di km si procede in fila indiana su un sentiero strettissimo. 
Due marciatori-passeggiatori fanno da tappo là davanti, ma chi se ne importa: camminare veloce non è poi così male se hai da digerire (in ordine cronologico inverso) un paio di colombe, un vitello tonnato, uova al prezzemolo lasagne e risotto. Anzi, è dura ripartire!
Espiate peccatori!
I diabolici organizzatori sanno che oggi siamo deboli e indifesi, così organizzano al 5°Km la penitenza del runner peccatore: discesa con guado nel torrente seguita da una terribile scalinata che porta fino alla collina di Castellerio.
In cima il ristoro, finalmente. Stravolti dalla fatica si scambia una Coca Cola per un the caldo: ultimi ruttini, però finalmente anche gli spiedini agli spinaci se sono andati.
Da lì in poi si scende e la gara procede paciosa quasi tutta su asfalto fino al traguardo.
Tutto finito? Assolutamente no, all’arrivo c’è il sindaco di Udine
Dove è finito il glorioso doppio mento?
La solita bieca manovra elettorale? Il primo cittadino si mostra al parco nel giorno di Pasquetta e magari affetta anche un po’ di mortadella? Salumi e vino per tutti in cambio di un voto?
Eh no. Il poveretto pare dimagrito quasi deperito. La mandibola fuori asse, la barbetta ispida, assomiglia a un satiro. La tuta bianca dell’Università di Udine della quale era rettore gli cade come un lenzuolo di fantasma. Dove è finita quella bella pancia a barilotto che tanta allegria infondeva agli udinesi? Fonti bene informate riferiscono di averlo visto correre di buon passo nella gara da 7Km.
Ci mancava solo il sindaco runner, ora dobbiamo davvero espiare.

alessandro.giuriani@gmail.com
Fu una notazione matematica così ingombrante (i numeri romani) a non fare dei romani degli eccellenti matematici. Si potrebbe controbattere che furono comnque degli ottimi ingegneri. "Per l'appunto!", risponderebbero molti matematici.
(Furio Honsell - sindaco di Udine. Tratto dal suo libro "L'algoritmo del parcheggio")

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